15th January 2010

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Aborto: diritto o possibilità remota? →

emmanuelnegro:

dottorcarlo:

San Camillo di Roma, un ospedale dove appare difficilissimo abortire perché la maggior parte dei ginecologi dichiarano obiezione di coscienza. Un giornalista armato di telecamera nascosta fa il “suo lavoro” ed accompagna una ragazza/complice che finge di voler abortire. E’ la stessa vigilanza, incrociata dai “due fidanzati-investigatori” che fornisce numeri e nomi dei medici doppio giochisti (obiettori dentro l’ospedale, privatamente abortisti). Uno di questi, contattato, non esita a fornire indicazioni utili allo scopo dimostrando l’ipocrisia della sua manifestazione di “fede” nella vita, che si relativizza ad un solo banalissimo riscontro pratico fuori dall’ufficialità.

IDEALI O CARRIERA? – Di fronte a cotanta ipocrisia nell’esercizio della professione medica non c’è altro che da restare sgomenti; secondo l’ultimo rapporto sulla 194 presentato dal ministero della Salute, oltre il 60% dei ginecologi e ostetrici si dichiara obiettore di coscienza, con punte dell’ 84% in Basilicata, dell’80% in Veneto e del 77% nel Lazio. Cifre che sollecitano una domanda: in Italia è garantito il diritto di interrompere la gravidanza? La 194 non impone un tetto di ginecologi obiettori, semplicemente predispone il trasferimento di personale da un ospedale all’altro per consentire che il servizio pubblico non venga interrotto. Mauro Buscaglia, primario dell’ospedale San Carlo di Milano, ha affermato che spesso i medici diventano obiettori più per necessità di carriera che per convinzione; «Chi accetta di fare interruzioni di gravidanza rischia di essere penalizzato nella professione — denuncia il ginecologo —.

Source: dottorcarlo